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sabato, 03 novembre 2007

Cose che cadono dal cielo

In genere non mi affascinano le storielle didascaliche e moraleggianti, ma questa qui, oggi, dopo stanotte, è arrivata nella mia giornata come un balsamo dolce su una ferita aperta.

STORIELLA INDIANA

L'immagine “http://img210.imageshack.us/img210/3594/cuorestella1kn5.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone che diceva di avere il cuore più bello del mondo. Tutti quanti glielo ammiravano, era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano più il giovane si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: "Beh, a dire il vero... il tuo cuore è molto meno bello del mio." Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto ed era anche pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse il più bello. Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: " Starai scherzando !", disse. "Confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime." "E' vero !", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio. Vedi, nel mio ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore, alla quale ho dato un pezzo del mio cuore, e spesso, ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma certo ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato, ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto e questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone... e chissà ? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi adesso che cosa sia il vero amore ?"
Il giovane era rimasto senza parole e lacrime copiose gli rigavano il volto. Allora prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che gli tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi ne prese un pezzo rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Poi il vecchio aggiunse: "Se la nota musicale dicesse che non è la nota che fa la musica... non ci sarebbero le sinfonie. Se la parola dicesse che non è una parola che può fare una pagina... non ci sarebbero i libri. Se la pietra dicesse che non è una pietra che può alzare un muro... non ci sarebbero case. Se la goccia d'acqua dicesse che non è una goccia d'acqua che può fare un fiume... non ci sarebbero gli oceani. Se l'uomo dicesse che non è un gesto d'amore che può rendere felici e cambiare il destino del mondo... non ci sarebbero mai né giustizia, né pace, né felicità sulla terra per gli uomini". Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure lo trovava più meraviglioso che mai perché l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui. Ogni persona con il suo cuore, con i suoi bitorzoli, con i suoi vuoti e con tutto ciò che nel corso degli anni si è donato e si è ricevuto. Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota, come il libro ha bisogno di ogni parola, come la casa ha bisogno di ogni pietra, come l'oceano ha bisogno di ogni goccia d'acqua, così il mondo ha bisogno di NOI, ha bisogno del nostro amore, perché siamo unici ed insostituibili.

postato da: Clararacne alle ore 12:18 | link | commenti (1)
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mercoledì, 03 ottobre 2007

Back in Black

Scusassero... ho perso un po' di tempo a cambiarmi d'abito.
Di ritorno da un postaccio. Dovevo necessariamente fare un bagno caldo lunghissimo, per togliermi lo sporco di dosso.
Questo è il nuovo arredamento. Nero, il vuoto primordiale che contiene tutto. L'archetipo, il Principio. Sto dicendo un paio di puttanate per darmi un'aria intellettualoide e freudiana.
Il fatto è che se no non potevo intitolare così il post di ritorno ;-).
BENTROVATO SACHERBLOG
postato da: Clararacne alle ore 22:55 | link | commenti (4)
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sabato, 18 agosto 2007

Impressioni di un Fine Agosto della Provincia Sicula, in Fondo a Destra, come i Bagni

Mi piace spettinato camminare

il capo sulle spalle come un lume

e mi diverto a rischiarare

il vostro autunno senza piume.

Mi piace che mi grandini sul viso

la fitta sassaiola dell'ingiuria,

mi agguanto solo per sentirmi vivo

al guscio della mia capigliatura.

Voglio bene alla patria

benchè afflitta di tronchi rugginosi

m'è caro il grugno sporco dei suini

e i rospi all'ombra sospirosi.

Son malato di infanzia e di ricordi

e di freschi crepuscoli d'Aprile,

sembra quasi che l'acero si curvi

per riscaldarsi e poi dormire.

Dal nido di quell'albero, le uova

per rubare, salivo fino in cima

ma sarà la sua chioma sempre nuova

e dura la sua scorza come prima;

e tu mio caro amico vecchio cane,

fioco e cieco ti ha reso la vecchiaia

e giri a coda bassa nel cortile

ignaro delle porte dei granai.

Io non sono cambiato,

il cuore ed i pensieri son gli stessi,

sul tappeto magnifico dei versi

voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.

Buona notte alla falce della luna

sì cheta mentre l'aria si fa bruna,

dalla finestra mia voglio gridare

contro il disco della luna.

La notte e` così tersa,

qui forse anche morire non fa male,

che importa se il mio spirito è perverso

e dal mio dorso penzola un fanale.

O Pegaso decrepito e bonario,

il tuo galoppo è ora senza scopo,

giunsi come un maestro solitario

e non canto e celebro che i topi.

Dalla mia testa come uva matura

gocciola il folle vino delle chiome,

voglio essere una gialla velatura

gonfia verso un paese senza nome. 

Non tutti son capaci di cantare
E non a tutti è dato di cadere
Come una mela, verso i piedi altrui.
È questa la più grande confessione
Che mai teppista possa confidarvi.
Io porto di mia voglia spettinata la testa,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace nella tenebra schiarire
Lo spoglio autunno delle anime vostre;
E piace a me che mi volino contro
I sassi dell'ingiuria,
Grandine di eruttante temporale.
Solo più forte stringo fra le mani
L'ondulata mia bolla dei capelli.

(Angelo Branduardi - Confessioni di un malandrino; Sergej Esenin - Confessioni di un teppista)
postato da: Clararacne alle ore 19:09 | link | commenti
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sabato, 28 luglio 2007

NIMBY

L'altra sera sono stata alla manifestazione per la liberazione dei sequestrati della Colombia, in Piazza della Scala.
Pieno di gente colombiana, pochi italiani, quasi nessuno.
Che tristezza.
Questo è il paese dove se non sono strettamente cazzi tuoi, te ne freghi altamente. Bella merda.

http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/connect/9b542a004635aeb691a6bd9694a75cb6/Manifestazione_Colombia02.jpg?MOD=AJPERES
postato da: Clararacne alle ore 13:23 | link | commenti
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sabato, 07 luglio 2007

Che poi...

Che poi in realtà sono successe un sacco di cose...
Che poi io avevo deciso di protestare contro l'universo e chiudere baracca, ma sostanzialmente non ci riesco...
Che poi in fondo lì fuori mi hanno detto che è un gran bel posto dove vivere...
Che poi facciamo che sono in ristrutturazione e rilucidamento...
Che poi è estate e fa caldo e Milano è meno stronza di quanto pensassi, ci sono pure i parchi e i bambini per casa... (i parchi per casa no, intendiamoci)
Che poi vorrei tanto che il mondo mi mandasse un fiore a domicilio, giusto per dirmi: "dai, che va bene".
Vi lascio il mio indirizzo?
Back in action very soon.
Stay tuned.
Miao

postato da: Clararacne alle ore 15:30 | link | commenti (2)
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domenica, 22 aprile 2007

Nel posto sbagliato al momento sbagliato

Milano, piazza Duomo, oggi pomeriggio. Come trasformare una uscita pomeridiana il giorno prima del colloquio in un'esperienza dantesca.

L'immagine “http://img233.imageshack.us/img233/246/aiutove8.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
postato da: Clararacne alle ore 23:11 | link | commenti (2)
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martedì, 17 aprile 2007

Lettera aperta a Fabrizio Moro

L'immagine “http://www.sdamy.com/images/Moro_vince.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Caro Fabrizio Moro,
finalmente ho avuto occasione di ascoltare attentamente la canzone che ti ha consegnato la vittoria della sezione Giovani di Sanremo. Ormai è famosa, tanto che ci hanno fatto pure un remix discotecaro.
Non l’avevo sentita con attenzione fino a qualche giorno fa. Fino a pochi giorni prima non la conoscevo per niente. Poi l’occhio mi è caduto sul video che ti ha fatto Marco Risi, ho visto Rita Borsellino lì accanto a te che rappavi, e ho voluto ascoltare con attenzione, per i fatti miei, da sola.

Bravo. Come dici anche tu in un’intervista successiva alla tua vittoria, per un po’ di tempo hai la libertà di poter cantare e basta. Ma ci sono delle cose che mi disturbano di questa libertà che ti sei conquistato e dei temi che hai deciso di affrontare per prenderti questo successo che ora hai.

Vedi, forse non lo sai nemmeno, tu che sei nato e cresciuto a Roma e avrai visto tanti film, tante fiction, avrai sentito tante volte parlare di questa mafia pittoresca e folcloristica che canti, questa mafia teatrale, con la coppola e la lupara, forse non lo sai, Fabrizio, ma la mafia che “spara” oggi è solo l’ultima, misera, grottesca propaggine scheletrita di un intero mondo che vive di ben altro che di spari e lupare e coppole.

Ti parlo di un sistema collettivo, universale, basato su princìpi radicati profondamente in ogni singola persona, princìpi che pascono e prosperano in abbondanza, e si alimentano del consenso unanime (o quasi) della gente.
Ti parlo, tanto per cominciare, di un modo di intendere la democrazia e il diritto di voto. Poi ti parlo del modo, condiviso da tutti, di intendere le istituzioni e il potere costituito. Dell’idea di “bene pubblico”, sia nel senso di “cosa buona per la collettività” che di “risorsa appartenente alla collettività”. Del senso della legge, e del rispetto di essa, a tutti gli stadi del nostro agire. Ti parlo dell’atteggiamento comune nei confronti del lavoro, dell’idea stessa del “diritto al lavoro” come di quella del “dovere del lavoro”. Anche del proprio lavoro, per chi ce l’ha.

Quelli che tu chiami “uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra”, Fabrizio, dando loro un’aura di misticismo e santità, erano invece uomini normalissimi, che semplicemente facevano il proprio lavoro. Come dovrebbe farlo chiunque.
Smettiamola, per favore, con questa menata degli eroi. Smettiamola, ormai non fa più nemmeno scena. Smettiamola di collocare lontano dagli uomini normali due giudici onesti, solo per rassicurare le nostre coscienze e sollevarci dai doveri che abbiamo tutti (non solo il tuo mafioso che deve “pensare”). Finiamola con l’alibi che loro erano angeli, paladini, cose lontane dalla nostra meschinità quotidiana, rilucenti di divinità inarrivabile. NON E’ VERO. Erano uomini comuni, come tutti, facevano solo il proprio lavoro. Lo facevano in un sistema in cui fare il proprio lavoro è destabilizzante per il “bene” comune, dove il “bene” comune è la conservazione dello stato di condiscendenza.

MAGARI, Fabrizio, la mafia fosse ancora la storia “di faide e di famiglie sparse come tante biglie” e di “pallottole nell’aria” che canti tu; MAGARI bastasse che il disgraziato di turno ascoltasse la tua esortazione “pensa, prima di sparare”. MAGARI avessi ragione tu e tutti quelli che come te ancora immaginano questa mafia da commissario Cattani e Tano Cariddi, fatta di “buoni” e “cattivi”, “eroi” e “mostri”. Magari bastasse pensare e non sparare, o chiudere in carcere gli esecutori delle stragi.

Non so se la tua è ingenuità o grande furbizia, non mi interessa. Quello che mi interessa è distinguere chiaramente quello che è un succoso argomento di spettacolo da una realtà molto più amara, molto più schiacciante, molto più forte e incrollabile. E poi, a margine, esprimere il mio rammarico nel vedere una donna che tutte queste cose le sa bene, lì vicino a te, vicino agli attori delle fiction, davanti alle telecamere di un regista di cinema e televisione, dare il suo volto e la sua approvazione alle tue parole e al tuo messaggio, a tutta la retorica della mafia “dei cattivi” che ha sempre permesso alla mafia di vivere invece comodamente tra noi “buoni”, di sedersi a tavola con noi ogni giorno, di dormire accanto a noi la notte, e di prosperare, e di assicurarsi lunga vita.

postato da: Clararacne alle ore 18:12 | link | commenti (3)
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lunedì, 19 marzo 2007

Domenica pomeriggio

I ragazzi del piano di sotto hanno il karaoke.
Da circa 2 ore si sentono guaiti e urla frammisti a gridolini divertiti e applausi.
I pezzi forti, ripetuti più e più volte, sono "La solitudine" di Laura Pausini, "Non dirgli mai" di Gigi d'Alessio, "Su di noi" di Pupo, "Anima mia" dei Cugini di Campagna.
Poi ci sono gli one shot, cioè "Ricominciamo" di Pappalardo, "Luce" di Elisa, una che non so come si chiama di  Giorgia (che fa "che ddddonna saròòòòòòò se non sei con meeeeeee"), poi "Ti amo" di Tozzi, quella del carretto e dell'uomo che gridava gelati di Battisti, "una donna per amico" di coso (Baldambembo?), "L'importante è finire" di Mina, ovviamente "Piccolo grande amore" di Baglioni, "Bella senz'anima" di Cocciante, "Felicità" di Al Bano e Romina, e tutto quanto possa venirvi in mente se andate a pescare nel calderone trash-romantico-pseudod'autore della canzone melodica italiana degli anni '70.
In Inghilterra nello stesso periodo usciva The Dark Side of the Moon, noi avevamo Al Bano e Romina. Son cose.
Tra quelli del piano di sotto c'è una che si sente brava. Prende delle stecche assurde, ma vuole il microfono ogni volta che c'è da fare cose impegnative, tipo la Mina o la Giorgia. Non avranno cristalleria, penso.
Me la immagino ai matrimoni di paese, accompagnata da un tipo con la tastiera e lo smoking blu metallizzato, e lei che canta il repertorio da pianobar tra il risotto ai funghi e l'arrosto di vitella, vestita in lungo argentato e pettinata con un'impalcatura a forma di cigno in testa.
Poi, sempre tra quelli di sotto, c'è un ragazzo. Ha uno humor veramente raggelante. Nella canzone di Tozzi quando c'era da dire "sottane" lui ha esclamato "puttane", e giù tutti a ridere di gusto. Oppure al momento di un "vorrei" ci ha tenuto a distinguersi con un "volessi", e siccome nessuno stavolta rideva, lo ha precisato più e più volte: "VOLESSI!!! VOLESSI!!!", finché le ragazze hanno deciso di ridacchiare alla gustosa arguzia.
 
E' in momenti come questo che rimpiango da morire il fatto di non avere una cassa amplificatore immensa, da piazzare in direzione del piano di sotto e mettere in loop i Sepultura...
 
postato da: Clararacne alle ore 11:38 | link | commenti (5)
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sabato, 30 dicembre 2006

GIUSTIZIATO

Le parole a volte sono intrinsecamente sbagliate. Incoerenti, schizofreniche. Ad esempio, non ho mai sopportato questa : "Giustiziato". Non capisco proprio cosa possa avere a che fare con quella che dovrebbe averla generata: "Giustizia".


http://www.met.police.uk/merton/gallows.jpg
postato da: Clararacne alle ore 14:37 | link | commenti (3)
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mercoledì, 20 dicembre 2006

Oroscopo per il 2007

Questo è quanto mi dice Mr. Breszny riguardo al 2007:

"Buone feste, Scorpione! Pensavo ai regali perfetti per te. Quale regalo simbolico potrebbe ispirarti per allinearti al meglio con le congiunture cosmiche del 2007? Ho deciso per lo spuntino di mezzanotte preferito da Elvis Presley: un sandwich con burro di arachidi e banana fritto abbondantemente nel burro. Perché? Perché come THE KING, dovresti portare avanti con aggressività le uniche esperienze che possano darti benessere e nutrimento. Come THE KING, dovresti non sentirti in colpa per il fatto di fare cose NON COMUNI che in cuor tuo sai che ti aiuteranno a dare il meglio di te".

E non aggiungo altro, a parte il fatto di essere sempre più convinta che quest'uomo e Dio parlino davvero.
postato da: Clararacne alle ore 10:20 | link | commenti (2)
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